Translate

martedì 26 febbraio 2019

Cosa fare a Roma gratis - Marzo 2019

Passano i mesi e piano piano si avvicina primavera. Le giornate diventano più lunghe, il sole più caldo ed è piacevole passeggiare di più. Questo mese oltre all'ingresso gratuito della prima domenica (3 marzo) c'è anche la settimana della cultura dal 5 al 10 marzo, quindi abbiamo ancora più possibilità di visitare i musei nazionali. Inoltre siamo nel periodo di carnevale dal giovedì grasso (28 febbraio) al martedì grasso (5 marzo) e in diversi quartieri ci sono delle sfilate e feste di carnevale per tutte le età, specialmente per i bambini.

Come prima esperienza per questo mese vi suggerisco Palazzo Venezia. Andate più o meno presto, verso metà mattinata perché troverete dei ragazzi dei licei classici, che rimangono li fino a mezzogiorno circa, che vi faranno da guida spiegando le vicende storiche del palazzo, la sua trasformazione nel corso dei secoli, le vicende politiche e molte altre informazioni interessanti come spiegando i vari quadri e oggetti esposti. Questi ragazzi dell'alternanza scuola lavoro, rendono la vostra visita molto attiva e piena di informazioni e di confronto su temi dell'arte e della vita degli artisti, infatti negli ambienti dove loro non ci sono, tutto è tranquillo e le informazioni dirette non del tutto esaurienti.

Il percorso di visita del palazzo inizia con i tre grandi saloni: il salone del Mappamondo, la sala del Concistoro (o delle Battaglie) e la sala Regia.

Palazzo Venezia venne costruito, a partire dal 1455 dai cardinali Marco Balbo e Lorenzo Cipo dopo, quindi all'inizio era sede cardinalizia, poi c'è una convivenza tra gli ambasciatori veneziani e i cardinali, e successivamente dal '800 fino all'inizio '900 fu sede dell'Ambasciata Austriaca.

Nel 1920 quando Mussolini sceglie il palazzo come sede dell'assemblea costituente fascista fa una profonda ristrutturazione. Infatti sembra di essere in un ambiente prettamente rinascimentale perché Mussolini decise di riprendere le decorazioni originali del palazzo ed eliminare i segni austriaci. Molto singolare è il soffitto che riprende dalla Basilica di San Marco a Venezia, è a cassetto strombato e da un effetto tridimensionale, ci sono tre stemmi che ricordano le vicende storiche del palazzo e sono quello del Leone di San Marco, lo stemma dell'unità d'Italia (lo stemma dei Savoia) e lo stemma di Roma col fascio sotto che rappresenta il periodo fascista. I pavimenti sono di marmi pregiati opera di Luigi Marangoni realizzati tra il 1924 e il 1930 insieme alla Scala Nova.

Attraverso la sala degli arazzi si passa nella mostra del palazzo dove nella sezione temporanea troviamo San Lorenzo di Donatello (anno 1440, Terracotta già dipinta, Collezione Kathleen Onorato Peter Silverman), invece nella sezione permanente, nella sala Altoviti si trovano opere della scuola di Bernini, della manifattura Napoletana, di Giorgione, di Giorgio Vassari, ecc.

Dalla Grande Loggia si ha una bellissima vista sul giardino del  Palazzo e attraverso la Scala Nova si scende al giardino.


Dopo circa novanta minuti al Palazzo Venezia se vi va ancora di camminare, non lontano c'è l'entrata del Foro Romano e Palatino lungo via dei Fori Imperiali, sulla destra andando verso il Colosseo (non è molto ben visibile e google maps da come entrate l'uscita, ma con un pò di attenzione si trova).


Foro Romano e Palatino sono uno scrigno di storia e arte romana, se non avete una guida vi troverete un pò persi perché le informazioni sul sito sono poche rispetto al cumulo di oggetti che sono sul luogo, comunque girando potrete aggregarvi a qualche gruppo ma io vi consiglierei di raccogliere informazioni prima di andare e seguire un vostro percorso.
Qui vi metto quanto scritto da Johann Wolgang von Goethe nel suo Resoconto al Viaggio in Italia, settembre 1787 (ed.it., Milano 1983, p. 450, traduzione Emilio Castellani):
"La sera, dopo aver osservato con tutto agio quelle belle cose, andammo nei giardini del Palatino, ameni spazi verdeggianti, che riempiono gl'intervalli tra le rovine dei Palazzi dei Cesari. Là, su una grande terrazza aperta al pubblico, cinta di stupendi alberi sotto cui erano disseminati frammenti di capitelli scolpiti, di colonne lisce e scanalate, di bassorilievi e altre cose del genere, come in un altro luogo si sarebbero posti tavoli, sedie e panche per allegre riunioni all'aperto - lassù godemmo a nostro piacimento il fascino dell'ora; e quando, al tramonto, contemplammo con occhi purificati e consapevoli quel panorama d'inaudita ricchezza, dovemmo riconoscere che un tal quadro si lasciava ammirare anche dopo tutti gli altri che avevamo visto quel giorno. Disegnato e
colorato con lo stesso gusto del Cassas, esso desterebbe ovunque entusiasmo".


Se anche voi come Goethe (e come me) volete godervi il tramonto da Palatino prima potrete fermarvi lungo via dei Fori Imperiali a godere gli artisti di strada.
Per mangiare in zona, senza farvi spennare, vi consiglio "La Base" un pub/pizzeria all'italiana in via Cavour 270/272, oppure per gli amanti della birra irlandese un irish pub in via del Colosseo 4 al Shamrock.

Per quanto riguarda la settimana della cultura, che ho nominato all'inizio, la lista dei musei che aderiscono all'iniziativa non è ancora nota, quindi vi suggerisco di visitare il sito internet del museo che vi interessa. Ho visto nei rispettivi siti e so che Galleria Borghese, Museo Nazionale Romano (Palazzo Altemps, Crypta Balbi, Terme di Diocleziano e Palazzo Massimo), Colosseo e il foro romano e palatino, Terme di Caracalla, Ostia antica e Castel Sant'Angelo aderiranno all'iniziativa.

Per altri luoghi ad entrata gratuita potete visitare i suggerimenti di Gennaio, quelli di Febbraio e quelli di San Valentino.

domenica 10 febbraio 2019

Cosa fare a Roma gratis - San Valentino

In questa serie di post con cose da fare gratis o quasi e luoghi da visitare a Roma esco con questa edizione speciale per San Valentino.
Lago di Villa Borghese
E' vero che l'entusiasmo laico delle feste religiose nel corso degli anni è aumentato usando le feste come uno strumento per incentivare le vendite dei vari prodotti e servizi. Ma la cosa più importante che caratterizza (o almeno dovrebbe) la festa di San Valentino è proprio l'AMORE, quello vero, che è paziente e benigno, quello che non è invidioso e non si vanta, non manca di rispetto e non cerca il proprio interesse, quello che non si adira e non tiene conto del male ricevuto, quello che non gode dell'ingiustizia ma si compiace della verità (1Cor 13).
Con questi pensieri in mente credo che proprio nel giorno di San Valentino possiamo regalare al nostro partner un momento speciale, non un pensiero che poi si dimentica, ma un momento particolare, qualcosa che facciamo raramente, qualcosa molto semplice e speciale, il TEMPO.
Prendiamoci del tempo per raccontarci delle cose, per raccontare all'altro che siamo felici solo per il fatto di stare insieme meravigliandosi delle piccole cose della nostra quotidianità. Amando la quotidianità amiamo il nostro essere qui e ora, e liberando la mente dalle preoccupazioni quotidiane, che il giorno dopo saranno li ad aspettarci, godiamoci la giornata. Non solo una cena galante e quasi di rito, ma una intera giornata. Quest'anno San Valentino capita di giovedì e probabilmente bisogna andare al lavoro quel giorno, ma chiediamo un permesso di qualche ora, dopo aver risolto le cose più importanti. Prendiamoci del tempo e facciamolo prendere anche a lui/lei.
Giardini di Villa Medici
Dopo aver chiacchierato, dopo aver mangiato qualcosa di semplice e buono, mi viene in mente il cioccolato caldo con biscotti allo zenzero, andiamo a fare una passeggiata in un luogo romantico o che suscita romanticismo nel nostro cuore.
Io andrei ai Giardini di Villa Borghese, il cuore verde di Roma. Sono facilmente raggiungibili sia a piedi, con i mezzi, sia in macchina. Facciamo una passeggiata tra le viali verdeggianti fino al laghetto e se proprio ci sentiamo romantici facciamo un giretto in barca e mentre lui/lei rema leggiamo una poesia scelta a posta.
Camminando nel parco si arriva al Pincio da dove godersi la vista di Piazza del Popolo e poi scendere giù per mangiare un gelato camminando lungo via del Corso oppure fermarsi a Santa Maria del Popolo per ammirare le due opere di Michelangelo (di queste scriverò un altra volta).
Roma vista dal balcone di Villa Medici
Se da Pincio si prende la via che va sopra verso Villa Medici vi troverete ai piedi di Trinità dei Monti e sopra la scalinata della Piazza di Spagna. Godetevi il panorama unico specialmente al tramonto. Date un'occhiata alla Villa Medici dove c'è una mostra sulla vitalità della pittura contemporanea francese, l'entrata è gratuita. La villa stessa e i suoi giardini meritano una visita.


Come seconda opzione vi suggerisco un giro al Giardino degli Aranci da dove ammirare i tetti di Roma e godere l'illusione ottica del Cupolone che quando si è lontano si vede più grande, mentre se si avvicina al bordo della balconata diventa più piccolo. Li ci sono poi diversi posti da visitare come la basilica di San Matteo, l'Ordine dei Cavalieri di Malta e il famoso buco della serratura da dove si vede la Basilica di San Pietro che attrae molti turisti ma a me personalmente non sembra un gran ché.

Godetevi la vostra felicità, i vostri momenti intimi e rilassatevi, il più grande regalo di oggi era il TEMPO. Buon San Valentino!

martedì 5 febbraio 2019

Cosa fare a Roma gratis - Febbraio 2019

In questo secondo appuntamento con le cose gratis, o quasi, da fare a Roma vi porto nella zona del Quirinale.
Infatti in via XXIV Maggio, 43, si trova il Palazzo Pallavicini Rispigliosi e al suo interno accedendo
Vista del Casino dal giardino - Immagine presa da internet
attraverso una scala a chioccia in un giardino pensile si accede al Casino dell'Aurora al Quirinale.
Il palazzo è chiuso al pubblico e anche i suoi giardini, ma il Casino dell'Aurora viene aperto ogni primo del mese, eccetto il 1° Gennaio, e la sua visita è gratuita.
Scala a chioccia che porta al Casino
L'ambiente non è grande ne si può girare molto, ma in quello spazio se pur limitato si trovano diversi affreschi degni di nota. Infatti, sotto la volta, una fascia di affreschi si snoda lungo le quattro pareti e li troviamo le Quattro Stagioni di Paul Bril e i due trionfi di Antonio Tempesta scanditi dai motivi architettonici, la lunetta centrale di Alberto Cherubini affrescata con i Puttini e gli emblemi di casa Borghese, e sopratutto il soffitto con l'Aurora di Guido Reni.
Nella facciata sono incastonati diversi bassorilievi con scene di caccia e di amori, nell'immagine sotto è rappresentata la caccia al leone.

Caccia al Leone - immagine presa da internet
Paul Bril era un pittore paesaggista nato ad Anversa, in Belgio, nel 1554. Nel 1574 giunse a Roma e vi rimase fino alla morte. Bril risente solo in minima parte dell'influenza della pittura italiana. Mi sono piaciute particolarmente La Primavera e L'Estate. Ne La Primavera, l'autore propone sullo sfondo un giardino patrizio; giochi d'acqua, scene di danza sull'erba, liuti abbandonati nel verde, e in primo piano una nobildonna, seguita da bambini e balie che riceve l'omaggio di un cavaliere. L'Estate offre uno scorcio sui lavori di mietitura. In primo piano il momento del riposo di alcuni contadini, i pani sull'erba e le fiasche di vino, un asino irrequieto nella calura estiva.
Scalinata che porta al giardino del Casino - Immagine presa da internet

Appena entrate nel Casino noterete al centro della sala un tavolo con sopra uno specchio .... è li per vedere l'Aurora specchiata. Infatti l'affresco non è realizzato per essere visto direttamente, semplicemente alzando la testa, anche se le foto che si trovano online e in vari cataloghi lo riportano così, ma dev'essere
specchiato. Guido Reni ha eseguito l'affresco nel 1614 illusionisticamente poggiandolo al soffitto come quadro riportato. L'affresco non ha la prospettiva dal soffitto, non è fatto per essere visto dal basso. Ai lati si trovano due lunette che rappresentano dei puttini che stanno soffiando come se fossero zeffiro. Intorno c'è una cornice di stucco dorato e delle figure femminili, simili a delle menadi alate che sorreggono il quadro.
L'aurora in realtà è un momento, quello prima del sorgere del sole. In quel momento del risveglio di tutta la natura, ci sono dei colori particolari che si creano nel cielo che nei secoli dei secoli ha
Immagine presa da internet
affascinato l'umanità. Gli antichi la consideravano una divinità.
Il dipinto raffigura Apollo nel suo carro preceduto da Aurora che porta la luce al mondo. L'affresco è uno dei capolavori del classicismo romano. E' una curiosa testimonianza che sembra avvalorare sia la fama indiscussa di una pittura che si rifà allo studio dell'antico e della bellezza in assoluto, sia sottolineare l'uso oleografico dei canoni estetici che spesso finisce per prescindere dai valori che li hanno generato.

Usciti dal Casino ci si trova davanti la Piazza del Quirinale con tutta la sua maestosità. Ci si può
Piazza del Quirinale con la Fontana dei Dioscuri
fermare alla Fontana dei Dioscuri la cui prima costruzione è del 1587 rappresentante Alessandro Magno e il suo cavallo Bucefalo in duplice versione, fino ad arrivare alla ultima versione del 1818 opera dell'architetto Raffaele Stern, come la vediamo oggi.

Scendendo giù dal colle del Quirinale, ammirando la vista dei tetti di Roma fino al cupolone, lungo domus d'epoca imperiale, l'Acquedotto Vergine e le testimonianze archeologiche che hanno caratterizzato la storia della città dalla realizzazione dell' all'incendio di Nerone.
Vicus Caprarius
Aqua Virgo via della Dataria verso la Fontana di Trevi e seguendo le indicazioni per "La città dell'acqua" si arriva in vicolo del Puttarello, 25, all'area archeologica sotterranea del Vicus Caprarius. Si tratta di un percorso sotterraneo che si estende sotto il rione Trevi dove si possono osservare le strutture di una

Nello stesso posto si trova anche la Cineteca Nazionale e il Centro Sperimentale di Cinematografia con un folto programma di proiezioni quotidiane che iniziano dalle ore 17:00 in poi.

Il biglietto intero per l'aerea archeologica costa 3,00 €, ci sono diverse riduzioni per under 25 e over 65 anni, mentre l'accesso alla Cineteca è gratuito.

Santa Maria al Pozzo
Dopo aver visto qualche bel cortometraggio ci si può avviare verso via del Corso e ammirando anche di sfuggita la Fontana di Trevi, sempre piena di turisti, ci si può soffermare alla Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio a Trevi dove di solito c'è qualche concerto gratuito.

Se si vuole approfondire la storia e i collegamenti della città con l'acqua, continuando dritto si arriva a Largo Chigi dove ci sono le fermate dei bus e in un angolo la Basilica Santa Maria in Via, conosciuta anche come Madonna del Pozzo. Lasciatevi affascinare dalla storia della Madonna del Pozzo e bevete l'acqua che trovate nella fontana all'interno della cappella.

Un pittore di dischi in vinile, particolare nel suo genere 
Lungo queste strade molti artisti vi affascinano con le loro abilità.

Il genio della lampada ti trasporta nel mondo delle fiabe orientali
Invece continuando a destra su via del Tritone all'altezza del numero 55, scendendo una scala metallica a chioccia, si possono vedere i resti dell' Aqua Virgo che attualmente sembra che fanno da fondamenta per la strada, ma dai libri di storia si evince che l'Acquedotto Vergine già al tempo dei romani era un acquedotto coperto.